Tra un avviso di phishing e un articolo su SPF e DKIM, ci prendiamo una pausa più leggera. La posta elettronica ha più di cinquant'anni di storia, ed è piena di aneddoti che raccontano quanto sia cambiato — e quanto no — il modo in cui comunichiamo.
1. La prima email della storia era... un test
Il primo messaggio email fu inviato tra la fine del 1971, da Ray Tomlinson, un ingegnere che stava lavorando sulla rete ARPANET, l'antenata di Internet. Secondo i suoi stessi ricordi, il contenuto non era nulla di memorabile: probabilmente qualcosa come "QWERTYUIOP", la prima riga di lettere della tastiera. Tomlinson lo inviò da un computer all'altro, entrambi nella stessa stanza.
2. La chiocciola @ non è stata inventata per l'email
Fu proprio Tomlinson a scegliere il simbolo @ per separare il nome utente dal nome del computer — una convenzione che usiamo ancora oggi in ogni indirizzo email. Ma la chiocciola esisteva già da secoli: era un simbolo usato in ambito commerciale e contabile per indicare "al prezzo di" (es. "10 pezzi @ 2 €"). Tomlinson la scelse semplicemente perché era l'unico carattere sulla tastiera che non compariva mai nei nomi delle persone.
Curiosità nella curiosità: nel 2010 il simbolo @ è entrato ufficialmente nella collezione permanente del MoMA di New York, il Museo d'Arte Moderna — riconosciuto come pezzo di design, proprio grazie al suo ruolo nella storia dell'email.
3. Anche la Regina Elisabetta II ha mandato una email — nel 1976
Il 26 marzo 1976, durante una visita a un centro di ricerca sulle telecomunicazioni, la Regina Elisabetta II inviò personalmente un'email attraverso la rete ARPANET, diventando il primo capo di stato a farlo. Il messaggio riguardava la disponibilità di un linguaggio di programmazione, ed era firmato, semplicemente, "Elizabeth R".
4. Il primo spam risale al 1978 — e generò comunque delle vendite
Il 3 maggio 1978, un responsabile marketing di nome Gary Thuerk inviò lo stesso messaggio pubblicitario a circa 400 utenti della rete ARPANET, per promuovere un nuovo modello di computer. Le reazioni furono in gran parte negative — molti destinatari si lamentarono dell'uso improprio della rete — ma, va detto, l'iniziativa generò comunque alcune vendite. Fu il primo caso documentato di quella che oggi chiamiamo, appunto, "spam".
5. La parola "spam" viene da uno sketch comico, non dall'informatica
Il termine deriva da un celebre sketch dei Monty Python, in cui un gruppo di vichinghi in un locale continua a cantare "Spam, Spam, Spam, Spam..." coprendo ogni altra conversazione — un chiaro riferimento al fastidioso prodotto in scatola. Negli anni '90, gli utenti di Internet iniziarono a usare la parola per descrivere i messaggi ripetitivi e indesiderati che "coprivano" le conversazioni online, esattamente come i vichinghi dello sketch. Il nome è rimasto da allora.
6. La prima emoticon nacque per evitare litigate online
Il 19 settembre 1982, alle 11:44, l'informatico Scott Fahlman propose sulla bacheca elettronica dell'Università Carnegie Mellon di usare la sequenza :-) per indicare che un messaggio era scritto in tono scherzoso, distinguendolo da uno serio — perché sui forum dell'epoca i malintesi tra colleghi erano già un problema comune. Quella proposta è considerata oggi la nascita ufficiale dell'emoticon.
7. La prima email dallo spazio è del 1991
Il 9 agosto 1991, gli astronauti Shannon Lucid e James Adamson, a bordo dello Space Shuttle Atlantis, inviarono la prima email dallo spazio verso la Terra, scritta su un Apple Macintosh Portable: "Hello Earth! Greetings from the STS-43 Crew... Having a GREAT time, wish you were here!"
8. Oggi si inviano oltre 300 miliardi di email al giorno
Le stime più recenti parlano di circa 347 miliardi di email inviate ogni giorno nel mondo — più di 4 milioni al secondo — con una base di utenti che nel 2026 supera i 4,7 miliardi di persone, oltre metà della popolazione mondiale. Nonostante decenni di previsioni sulla sua "morte" a favore di chat e social, l'email resta lo strumento di comunicazione professionale più usato al mondo.
9. "CC" e "BCC" vengono dalle macchine da scrivere
Molto prima dell'email, negli uffici si usava la carta carbone per ottenere copie di un documento battuto a macchina. Da qui "CC", carbon copy, copia in carta carbone: nell'email è rimasta la sigla, non più la carta. La "copia nascosta" (BCC, blind carbon copy) riprende lo stesso principio, con il destinatario aggiuntivo invisibile agli altri.
10. Il tuo indirizzo email personale ha una storia più lunga di quanto pensi
La convenzione nome@dominio, ormai scontata, è rimasta sostanzialmente identica per oltre cinquant'anni — un'eccezione rara nella tecnologia, dove quasi tutto cambia radicalmente nel giro di pochi anni. È anche per questo che un indirizzo email aziendale ben costruito, con un dominio proprio e configurazioni di sicurezza corrette, resta oggi come allora il biglietto da visita digitale più stabile e riconoscibile che un'azienda possa avere.
Un pensiero finale: da un semplice test tra due computer nella stessa stanza, la posta elettronica è diventata l'infrastruttura su cui si regge gran parte del lavoro quotidiano di aziende e pubbliche amministrazioni. Ha più di mezzo secolo, ma non ha ancora smesso di evolversi — anche nel modo in cui va protetta.
