Non è un dato allarmistico: è la ragione per cui la posta elettronica resta, da anni, il vettore d'ingresso più usato per compromettere un'azienda. Capire come funzionano davvero questi attacchi è il primo passo per difendersi.

Il punto d'ingresso più semplice

Un'email non richiede di violare un firewall o sfruttare una vulnerabilità software: richiede solo che una persona clicchi, apra un allegato o risponda a una richiesta che sembra legittima. Per questo è il canale preferito dal cybercrime — costa poco, scala facilmente e sfrutta la fiducia più che la tecnologia.

Le forme più comuni

Il phishing generico, quello che imita banche o corrieri, è ormai facile da riconoscere per molti utenti. Le forme più pericolose sono altre:

  • Spear phishing: email mirate a una persona specifica, costruite con informazioni reali su di lei o sulla sua azienda, spesso raccolte da LinkedIn o dal sito aziendale
  • Business Email Compromise (BEC): l'attaccante si finge un fornitore, un collega o un dirigente per ottenere un bonifico o dati riservati, senza usare alcun malware
  • Malware via allegato: documenti Office o PDF che, una volta aperti, scaricano ransomware o strumenti di accesso remoto
  • Compromissione dell'account: un account email rubato viene usato per inviare messaggi legittimi a colleghi e clienti, aggirando la diffidenza verso mittenti sconosciuti

Il dato che conta: la maggior parte di questi attacchi non contiene virus rilevabili da un antivirus tradizionale. Si basano sull'inganno, non sul codice malevolo — per questo servono strumenti di analisi comportamentale, non solo firme antivirus.

Perché la sola formazione non basta

Formare le persone a riconoscere un'email sospetta resta importante, ma affidare la sicurezza aziendale solo all'attenzione di chi apre la posta è un rischio: basta un momento di distrazione, un carico di lavoro elevato, un attacco costruito bene. La difesa efficace combina persone consapevoli e un filtro tecnico che intercetta le minacce prima che raggiungano la casella.

Cosa cambia con un gateway di sicurezza dedicato

Un gateway come Libraesva, che usiamo su entrambe le soluzioni MailGestITA e Microsoft 365 gestito, analizza ogni messaggio prima della consegna: verifica la reputazione del mittente, ispeziona i link (anche quelli che si attivano solo dopo il click), esegue gli allegati sospetti in un ambiente isolato (sandbox) e impara i pattern di comunicazione dell'azienda per segnalare le anomalie. Il risultato è che la maggior parte delle minacce non arriva mai a dover essere riconosciuta da una persona.

Tre cose che puoi verificare oggi

  • Il tuo dominio ha SPF, DKIM e DMARC configurati correttamente? Senza questi, chiunque può inviare email fingendo di essere la tua azienda
  • La tua posta ha un filtro antispam/antiphishing dedicato, o solo quello di base incluso nel servizio di hosting?
  • Se un dipendente cancellasse (o un attacco cancellasse) mesi di email, avresti un backup indipendente da cui recuperarle?

Se non sei sicuro della risposta a una di queste domande, è il punto di partenza giusto per un audit gratuito della tua configurazione attuale.