I dettagli del cliente sono stati anonimizzati per riservatezza. La dinamica dell'attacco e la risposta sono riportate fedelmente.

Il contesto

Un'azienda manifatturiera cliente MailGestITA, una quindicina di dipendenti, con un ufficio amministrativo composto da due persone che gestiscono anche i pagamenti verso fornitori e le disposizioni bancarie ordinarie.

Cosa è successo

Una mattina, l'ufficio amministrativo ha ricevuto un'email apparentemente dall'amministratore dell'azienda, con oggetto "Operazione riservata — urgente". Il testo chiedeva di disporre un bonifico da 40.000 € verso un nuovo beneficiario entro la giornata, per un'acquisizione "in fase di trattativa confidenziale", con la richiesta esplicita di non parlarne con altri colleghi e di rispondere solo via email perché l'amministratore sarebbe stato "in riunioni per tutto il giorno".

Cosa ha intercettato Libraesva

  • Il dominio del mittente presentava una somiglianza sospetta con quello reale dell'azienda (una lettera sostituita, difficile da notare a occhio nudo)
  • Il sistema ha rilevato un'anomalia rispetto ai pattern di comunicazione abituali dell'amministratore, sia nel tono sia nel canale utilizzato
  • Il messaggio è stato segnalato come sospetto e recapitato con un avviso ben visibile, invece di arrivare come una comunicazione ordinaria

Cosa è successo dopo

Grazie all'avviso, l'ufficio amministrativo ha deciso di verificare telefonicamente prima di procedere — cosa che, senza quel segnale, avrebbe potuto non fare data l'apparente urgenza e autorevolezza del messaggio. La chiamata all'amministratore reale ha confermato in pochi minuti che non aveva inviato alcuna richiesta simile. Il bonifico non è mai stato disposto.

Il risultato: nessuna perdita economica. L'azienda ha inoltre rafforzato la propria procedura interna, introducendo una regola di doppia verifica telefonica per qualsiasi bonifico urgente richiesto via email, indipendentemente da chi sembri esserne il mittente.

Perché lo raccontiamo

Perché mostra come tecnologia e procedure debbano lavorare insieme: il gateway di sicurezza ha dato il segnale d'allarme giusto al momento giusto, ma è stata la verifica umana — la telefonata — a fermare concretamente la truffa. Nessuno strumento tecnico sostituisce del tutto il buon senso di verificare sempre, specialmente quando una richiesta insiste sulla riservatezza e sull'urgenza.